Una mostra antologica dedicata a Saverio Barbaro (1924-2020) è stata inaugurata al Laurentianum di Mestre, offrendo uno sguardo approfondito sul percorso artistico del pittore veneziano. L’esposizione, intitolata “Saverio Barbaro (1924-2020). Il Viaggio”, è curata da Marco Dolfin e presenta una selezione di opere provenienti dalla Fondazione Saverio Barbaro e da collezioni private
MESTRE. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Saverio Barbaro in collaborazione con l’Associazione Culturale Paolo Rizzi, il Duomo di Mestre e il patrocinio del Comune di Venezia, si propone di valorizzare e studiare l’opera dell’artista, concentrandosi sul tema del viaggio, ricorrente nella sua produzione pittorica.
La mostra riunisce una cinquantina di opere, in gran parte provenienti dal patrimonio della Fondazione Saverio Barbaro, accanto a una selezione di prestigiosi prestiti da collezioni private. L’esposizione invita a rileggere l’opera del maestro veneziano attraverso uno dei nuclei più profondi e rivelatori della sua ricerca: il viaggio. Per Saverio Barbaro, infatti, il viaggio non rappresenta soltanto un’esperienza esistenziale o un repertorio di immagini, ma una vera condizione della visione: uno strumento di conoscenza, un’apertura verso nuovi paesaggi, nuove architetture, nuove civiltà, e insieme una possibilità di trasformazione interiore.
Il percorso espositivo segue l’ampliarsi progressivo del suo sguardo: dagli esordi legati a Venezia e alla laguna, dove già affiora una tensione a superare il dato immediato del paesaggio, fino alle tappe che segnano in modo decisivo la sua maturazione, dalla Parigi dei primi anni Cinquanta alla Bretagna, dall’Olanda alla Spagna, sino ai viaggi nel Nord Africa e nel Mediterraneo orientale, che aprono una stagione di straordinaria intensità.
È soprattutto in questo confronto con il Marocco, la Tunisia, l’Algeria, la Turchia e il Vicino Oriente che la pittura di Barbaro approda a una sintesi tra le più alte e riconoscibili del suo percorso. Le architetture si fanno più essenziali, il colore acquista una risonanza più libera e strutturante, la composizione tende a una misura sempre più tersa, capace però di conservare intatta la vibrazione poetica dell’immagine.
Come osserva il curatore Marco Dolfin, “nel confronto con l’Africa e con il Mediterraneo orientale la pittura di Barbaro raggiunge uno dei suoi esiti più originali: la forma si semplifica, il segno si fa più rapido ed essenziale, mentre il colore assume un valore insieme lirico e costruttivo, capace di restituire non l’apparenza dei luoghi, ma la loro atmosfera più profonda”.
La mostra mette così in luce un tratto distintivo della personalità artistica di Barbaro nel panorama del Novecento veneziano. Se per molti pittori Venezia ha rappresentato un orizzonte compiuto, per lui essa è stata anche un punto di partenza, una soglia da cui muovere verso altri mondi, senza mai smarrire la fedeltà alla propria voce. Anche nei dipinti ispirati a paesaggi lontani, Barbaro non indulge mai al gusto dell’esotico o del pittoresco: ciò che cerca è sempre una verità più raccolta e segreta, affidata a una luce, a una parete, a un profilo urbano, a una presenza umana colta nella sua essenzialità.
In questo senso, “Il Viaggio” restituisce con particolare chiarezza il carattere più autentico della sua opera: una pittura che nasce dall’incontro con i luoghi, ma che in quei luoghi cerca soprattutto una rivelazione interiore, una misura poetica capace di trasformare l’esperienza del mondo in visione.
Il presidente della Fondazione, Roberto Bertuzzi, sottolinea: “Questa mostra prosegue la linea di valorizzazione dell’opera di Saverio Barbaro che la Fondazione porta avanti con continuità e convinzione. Si tratta di un’iniziativa importante, che presenta al pubblico dipinti provenienti soprattutto dal ricchissimo patrimonio artistico della Fondazione”.
La mostra è accompagnata da un catalogo che raccoglie testi critici e biografici sull’autore e presenta tutte le opere esposte, offrendo così uno strumento di approfondimento e documentazione a corredo del progetto espositivo.
L’inaugurazione si terrà giovedì 7 maggio 2026 alle ore 18.30 al Centro Culturale Santa Maria delle Grazie di Mestre, in via Poerio 32, cui seguirà la visita alla mostra al Laurentianum. L’esposizione resterà aperta fino al 24 maggio, con i seguenti orari: dal lunedì al giovedì, dalle 16 alle 19; venerdì, sabato e domenica, dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. Ingresso gratuito.
Note biografiche
Saverio Barbaro (Venezia, 1924 – Montorio, (VR), 2020)
Nato a Venezia nel 1924 ha seguito gli studi classici e ha esordito nel 1948 alla Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia dove nel 1950 tiene la sua prima personale presentata da Guido Perocco, che poi replica, nello stesso anno, alla Galleria Gian Ferrari di Milano. Nel 1950 ottiene il premio “Fondazione Omero Soppelsa” per un giovane artista alla XXV Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. Nel 1951 partecipa, su invito, alla VI Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma. Sarà nuovamente invitato nel 1955 e 1959. Nel 1952 soggiorna a Parigi grazie a una borsa di studio del Governo Francese per le Beaux Arts. Il tempo di studio e lavoro viene prolungato fino al 1960, alternato con ritorni a Venezia e viaggi in Svizzera, Germania, Belgio e Olanda dove approfondisce la pittura nordica e l’espressionismo. Invitato alla XXVIII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia del 1956, ottiene il premio della Presidenza della Biennale. Nell’edizione del 1958 il premio della Fondazione Tursi. La cultura mediterranea e del medio oriente attrae particolarmente l’artista che, dopo un periodo in Spagna (1958), si reca in Marocco, Tunisia e Algeria (1964), portandolo a conoscere e a partecipare con impegno etico ed estetico ad alcuni aspetti della cultura arabo-islamica, che tanta parte ha nella sua tematica pittorica. Tra le più significative mostre personali sono da annoverare nel 1956 la mostra alla Galleria Strozzina di Firenze e alla Galleria delle Ore di Milano con presentazione di Giuseppe Mazzariol. Nel 1962 alla Martin’s Gallery di Londra, presentato da Pietro Zampetti, nel 1965 alla Traghetto di Venezia mentre nel 1966 viene invitato a tenere una personale negli spazi della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia. Nel 1968 è alla Circe Gallery di Londra; nel 1969 nuovamente alla Gian Ferrari di Milano. Nel 1979 espone alla Deutsclandhalle di Berlino presentato da Guido Perocco. Nel 1985 “Saverio Barbaro: Opere dal 1947 al 1985”, Milano Palazzo della Permanente; in quell’occasione Carla Fracci e Jorghe Jancu dedicano uno spettacolo all’artista. Nel 1987 si ricordano le mostre personali al Palazzo del Municipio di Ronneby (Svezia) e all’Istituto Italiano di Stoccolma. Nello stesso anno gli viene reso omaggio con una antologica al Museo di Castel Sant’Angelo a Roma e a Macerata nelle sale della Pinacoteca Comunale. Nel 1996 è presente con una sua mostra all’Istituto Italiano di cultura di Strasburgo e poi in quello della Tunisia. Nel 1998 viene organizzata una mostra antologica a cura di Marco Goldin presso Casa dei Carraresi, Treviso. Nel 2001 espone all’Istituto Italiano di Cultura, Amburgo, nel 2002 al Museo Nazionale Villa Pisani di Stra (Sculture e grandi disegni), poi allestita nel 2006 nel Castello Slovenskà Bistrika in Slovenia. Nel 2007 a Palazzo Viscontini di Brignano Gera d’Adda (Bergamo), nel 2008 “Olii e sculture” alla Kulturhaus di Regenstauf, Germania, e nel 2009 “Saverio Barbaro – Grandi disegni” all’Istituto di Cultura di Amburgo. È invitato inoltre alla mostra “Pittura d’Italia”, a cura di Marco Goldin, Castel Sismondo, Rimini. Espone a Palazzo Ducale di Venezia: “Saverio Barbaro, sculture e disegni dall’Oriente a Venezia”, presentato da Renata Codello e Giovanni Curatola. Nel 2012 si tiene presso Villa Contarini di Piazzola sul Brenta (Pd) una mostra antologica con opere dal 1949 al 2011, a cura di Michele Beraldo. L’anno successivo “Retrospettiva 1949-2012” è organizzata al Municipio di Stoccarda dall’Istituto Italiano di Cultura. Nel 2014 espone all’Istituto Italiano di Cultura di Wolfsburg, “Olii e ceramiche”, a cura di Ottimmo Fio re e viene realizzata per la prima volta una mostra antologica di Grafica dal 1955 al 2007 alla Stamperia d’Arte Busato a Vicenza. Nel corso del 2015 è invitato ad esporre con una mostra antologica nelle sale di Villa Brandolini a Pieve di Soligo. La sua ultima mostra si è tenuta nel 2019 a Treviso, a Palazzo Ca’ Robegan, con il patrocinio del comune e dei Musei Civici di Treviso, denominata “Antologia di disegni”, a cura di Giovanni Curatola. L’artista scompare novantaseienne nella sua villa di Montorio (Verona) nel dicembre 2020.
